Vulnerability Assessment e Penetration Test (VAPT): Analisi delle Vulnerabilità per Web, API, WordPress, Server e Cloud
Se un attaccante provasse oggi a colpire il tuo sito, la tua API o la tua infrastruttura, da dove entrerebbe? E soprattutto, cosa riuscirebbe a ottenere? Un Vulnerability Assessment professionale serve esattamente a rispondere a questa domanda in modo concreto, con priorità chiare, evidenze tecniche e un piano di remediation pratico.
Molte aziende hanno già fatto “una scansione”, ma una scansione automatica da sola non basta per prendere decisioni serie. Un servizio di Vulnerability Assessment e Penetration Test (VAPT) fatto bene unisce visibilità, prioritizzazione del rischio e validazione tecnica, così il team non perde tempo dietro falsi positivi o report pieni di rumore.
In questa guida trovi una panoramica completa su analisi delle vulnerabilità, Penetration Test e approccio VAPT, con focus su Web Application Security, API Security, WordPress Security, server e cloud security. L’obiettivo è semplice: aiutarti a capire cosa fare, quando farlo e come ottenere un report che serva davvero a ridurre il rischio.
- VAPT per Web, API, WordPress, Server e Cloud con scope definito e regole d’ingaggio chiare
- Riduzione falsi positivi con validazione mirata e contesto applicativo
- Report operativo con priorità, evidenze, remediation plan e raccomandazioni di hardening
- Re-test opzionale per confermare la chiusura tecnica dei finding
- Approccio Black Box, Grey Box o White Box in base a obiettivi, vincoli e criticità
Indice della guida
- Cos’è un Vulnerability Assessment
- Perché serve davvero e cosa evita
- Vulnerability Assessment vs scansione automatica
- Vulnerability Assessment vs Penetration Test vs VAPT
- Per chi è consigliato
- Quando farlo e con quale frequenza
- Metodo di lavoro: come si svolge
- Scope e regole d’ingaggio
- Cosa analizziamo: Web, API, WordPress, Server, Cloud
- Cosa ottieni: deliverable e risultati concreti
- Come riduciamo falsi positivi e rumore
- Severità e priorità: come decidere cosa viene prima
- Esempi di vulnerabilità comuni con impatto reale
- Remediation: quick win e interventi strutturali
- Use case: e-commerce, SaaS, WordPress, API
- Cosa contiene il report (con demo PDF)
- Scansione gratuita: cosa ottieni e limiti
- Quando serve anche un Penetration Test
- Checklist di preparazione
- Tempi e costi: da cosa dipendono
- FAQ
- Richiedi un assessment completo
Cos’è un Vulnerability Assessment
Il Vulnerability Assessment è un’attività tecnica di analisi delle vulnerabilità che serve a identificare debolezze di sicurezza, misconfigurazioni, esposizioni e posture deboli su sistemi, applicazioni e infrastrutture. In pratica, significa capire cosa è esposto, dove sono i rischi e quali correzioni hanno la priorità più alta.
Un assessment professionale non si limita a dire “c’è un problema”, ma trasforma i finding in decisioni operative. Per questo, oltre al rilevamento, include classificazione del rischio, validazione dei finding più importanti, contesto applicativo e remediation plan con passi pratici.
I 3 obiettivi reali di un VA professionale
- Visibilità: inventario e mappatura della superficie d’attacco reale
- Priorità: ordine di correzione basato su rischio reale, non solo su punteggio
- Azione: indicazioni chiare su come correggere e come verificare la chiusura
Se manca uno di questi tre elementi, spesso non stai ricevendo un vero Vulnerability Assessment, ma solo una scansione con output poco utilizzabile.
Perché serve davvero e cosa evita
Molti incidenti nascono da problemi molto comuni: componenti non aggiornati, plugin vulnerabili, pannelli admin esposti, endpoint dimenticati, configurazioni errate, access control debole, file di backup accessibili, token o chiavi pubblicate, ruoli troppo permissivi in cloud o API senza rate limiting.
Un Vulnerability Assessment serve a intercettare questi problemi prima che vengano sfruttati, quando il costo della correzione è più basso e l’impatto sul business è ancora controllabile. Questo è il punto chiave: non è solo “fare sicurezza”, è ridurre costi futuri, tempi di fermo e danni reputazionali.
Cosa puoi prevenire con un VAPT fatto bene
- Data exposure di dati clienti, ordini, documenti, email, fatture, credenziali
- Account takeover su utenti, operatori o amministratori
- Compromissione del sito con malware, redirect malevoli, defacement
- Abuso API con enumeration, scraping, accessi non autorizzati
- Fermo servizio, degrado prestazioni, blocchi da provider o blacklist
- Costi emergenziali di incident response, ripristino e comunicazione
Inoltre, se devi rispondere a richieste di clienti enterprise, vendor assessment, audit o procurement, un report strutturato fa una differenza enorme tra “non sappiamo” e “abbiamo visibilità e piano d’azione”.
Vulnerability Assessment vs scansione automatica
Una scansione automatica è utile per ottenere segnali rapidi e una prima fotografia del rischio. Ma una scansione da sola non capisce bene logiche di business, ruoli, flussi, condizioni reali di sfruttamento e impatto sui processi aziendali. Per questo non sostituisce un Vulnerability Assessment o un Penetration Test.
| Attività | Cosa fa bene | Limiti principali |
|---|---|---|
| Scansione automatica | Rileva velocemente header, esposizioni note, misconfig evidenti, segnali di componenti obsoleti | Falsi positivi, poca profondità, poco contesto, logiche e ruoli spesso non compresi |
| Vulnerability Assessment | Copertura ampia, priorità reali, remediation plan, contesto applicativo | Richiede scope chiaro e attività strutturata |
| Penetration Test | Verifica sfruttabilità e impatto con evidenze tecniche controllate | Non nasce per “inventariare tutto” ma per approfondire i punti critici |
Approccio consigliato nella pratica: scansione gratuita per partire, Vulnerability Assessment per priorità e remediation, Penetration Test per validare i rischi più gravi o più dubbi.
Vulnerability Assessment vs Penetration Test vs VAPT
Questi servizi rispondono a domande diverse. Capire bene la differenza aiuta a scegliere il percorso giusto e a non spendere budget nel modo sbagliato.
| Servizio | Domanda a cui risponde | Output tipico |
|---|---|---|
| Vulnerability Assessment (VA) | Dove sono le vulnerabilità e quali sono prioritarie? | Finding ordinati per rischio + remediation plan |
| Penetration Test (PT) | Questa vulnerabilità è davvero sfruttabile e con quale impatto? | Evidenze di sfruttabilità, catene d’attacco, impatto dimostrato |
| VAPT (VA + PT) | Come ottengo copertura e validazione sui punti critici? | Report completo, utile a tecnici, management e audit |
Nella maggior parte dei casi, l’approccio più efficace è VAPT: prima si mappa e si classifica, poi si valida in profondità dove il rischio è davvero alto.
Per chi è consigliato
Un servizio di analisi vulnerabilità e Penetration Test è utile a qualsiasi realtà che esponga asset online. Diventa particolarmente importante in questi casi:
- E-commerce con account utenti, ordini, pagamenti, coupon e pannelli admin
- Portali clienti con documenti, aree riservate, ticket, fatture
- SaaS e piattaforme web con ruoli, permessi, tenant multipli e API
- WordPress aziendali con plugin, temi, integrazioni e script di terze parti
- API REST / GraphQL usate da app mobile o partner
- Infrastrutture cloud con storage, IAM, CI/CD, container e segreti
- Aziende con audit, vendor questionnaire, procurement o richieste enterprise
È molto utile anche prima di un go-live, dopo una migrazione, dopo una release importante o quando vuoi ridurre il rischio in modo misurabile senza rallentare il business.
Quando farlo e con quale frequenza
Regola pratica: quando cambia il rischio, va aggiornata la misura. Fare un assessment una volta sola e poi dimenticarlo non è sufficiente se l’ambiente evolve.
- Dopo rilasci importanti o nuove feature
- Dopo migrazioni di hosting, cloud, CDN, WAF, reverse proxy, database
- Dopo installazione di plugin, moduli o integrazioni di terze parti
- Dopo modifiche a ruoli, autorizzazioni o flussi applicativi
- Dopo incidenti, anomalie o segnali di compromissione
- In modo periodico sugli asset critici, soprattutto se cambiano spesso
Per ambienti con rilasci frequenti, il modello più efficace è combinare scansioni regolari con assessment mirati e re-test post-fix, così la sicurezza diventa un processo e non un evento isolato.
Metodo di lavoro: come si svolge
Un Vulnerability Assessment professionale non è un click. È un processo strutturato che combina discovery, analisi, validazione, prioritizzazione e reporting. Il flusso può variare in base allo scope, ma in generale segue questi passaggi.
- Scoping e pre-engagement: asset inclusi, obiettivi, vincoli, contatti, finestre orarie, regole d’ingaggio.
- Asset discovery: domini, sottodomini, endpoint, servizi, pannelli, tecnologie, componenti.
- Attack surface mapping: individuazione dei punti di ingresso reali (login, form, upload, API, callback, admin).
- Analisi vulnerabilità e misconfigurazioni: rilevamento, correlazione e classificazione dei finding.
- Validazione mirata: conferma tecnica dei finding più rilevanti e definizione del contesto.
- Prioritizzazione: ordine di remediation per rischio reale e urgenza.
- Report tecnico + executive: evidenze, priorità, remediation plan, raccomandazioni.
- Re-test (opzionale): verifica della chiusura tecnica dei finding corretti.
Approcci possibili: Black Box, Grey Box, White Box
- Black Box: nessuna informazione iniziale, simulazione esterna realistica.
- Grey Box: credenziali o contesto limitato, ottimo compromesso tra copertura e profondità.
- White Box: massimo dettaglio, utile per applicazioni complesse e logiche di business avanzate.
In molti progetti reali, il Grey Box è la scelta migliore perché aumenta la qualità dei finding su aree riservate, API e flussi autenticati, mantenendo tempi sostenibili.
Scope e regole d’ingaggio
Uno dei motivi principali per cui un assessment produce risultati mediocri è uno scope confuso. Definire bene lo scope serve a migliorare copertura, qualità del report, tempi e costo.
Cosa definiamo nello scope
- Asset inclusi (domini, sottodomini, ambienti, API, IP, pannelli)
- Asset esclusi (sistemi fragili, ambienti non autorizzati, servizi non target)
- Ambiente (production, staging, pre-produzione)
- Finestre orarie e limiti di carico
- Contatti tecnici ed escalation
- Approccio (Black Box, Grey Box, White Box)
- Credenziali di test e ruoli (se previsti)
- Limitazioni su test ad alto impatto
Uno scope chiaro riduce i rischi operativi, evita incomprensioni e rende il report finale più credibile e più utile per la remediation.
Cosa analizziamo: Web, API, WordPress, Server, Cloud
In base al tuo caso, il servizio può coprire uno o più ambiti. Di seguito una panoramica concreta di cosa viene verificato in un percorso di Vulnerability Assessment e Penetration Test.
Web Application Security
- Attack surface: pagine esposte, endpoint sensibili, aree admin, endpoint legacy
- Autenticazione: brute force, enumeration, reset password, recovery flow
- Session management: cookie (HttpOnly, Secure, SameSite), timeout, logout, fixation
- Autorizzazione: IDOR, Broken Access Control, escalation di privilegi
- Injection: SQLi, command injection, path traversal, template injection
- XSS: riflessa, persistente, DOM-based, impatto su sessione e azioni utente
- Upload security: validazione file, MIME, storage, permessi
- Security headers: CSP, HSTS, X-Frame-Options, policy client-side
- Misconfigurazioni: debug attivo, errori verbosi, directory listing, componenti obsoleti
API Security (REST e GraphQL)
- Auth e token: JWT/OAuth, scadenza, revoca, rotazione, scope, audience
- Access control: BOLA/IDOR, BFLA, permessi multi-tenant, escalation
- Data exposure: campi sensibili in response, errori verbosi, leakage
- Rate limiting: brute force, enumeration, abuso endpoint critici
- CORS: policy permissive, wildcard, credenziali e rischi correlati
- Input validation: injection su payload JSON, filtri, parametri, mass assignment
- GraphQL: introspection, query depth/complexity, leakage e misconfig
- Business logic: bypass workflow e controlli mancanti lato server
WordPress Security e CMS
- Plugin e temi: vulnerabilità note, versioni obsolete, moduli non mantenuti
- Hardening admin: brute force, enumeration utenti, protezioni login, MFA dove possibile
- Endpoint sensibili: admin, wp-json, xmlrpc, aree legacy
- File esposti: backup, log, dump, file temporanei, configurazioni
- Ruoli e permessi: capability troppo ampie, ruoli custom errati
- Terze parti: tag, pixel, script esterni e rischio supply chain lato client
- Misconfig cache/CDN/WAF: bypass o esposizione involontaria di risorse
Server, Rete e Cloud Security
- Servizi esposti: porte, pannelli, default config, servizi non necessari
- TLS/SSL: protocolli, cipher, certificati, configurazione del trasporto
- Credenziali e segreti: esposizione, gestione, rotazione, variabili d’ambiente
- IAM: policy troppo ampie, least privilege, ruoli e chiavi a lungo termine
- Storage: bucket pubblici, policy errate, listing e accessi non previsti
- Container e CI/CD: permessi, immagini, pipeline, gestione dei segreti
- Logging e monitoraggio: visibilità, audit trail, segnali di compromissione
- Hardening: baseline, riduzione attack surface, configurazioni raccomandate
Se il perimetro è ampio, il lavoro viene organizzato per priorità: prima gli asset più esposti e critici, poi hardening e approfondimenti progressivi. Questo approccio permette di ridurre il rischio più velocemente senza bloccare l’operatività.
Cosa ottieni: deliverable e risultati concreti
Un buon servizio di Vulnerability Assessment / Penetration Test deve produrre output utilizzabili da tecnici e management. Non solo alert, ma decisioni, priorità e azioni.
Deliverable tipici
- Mappa della superficie d’attacco con asset e aree sensibili rilevate
- Elenco finding prioritizzato per rischio reale
- Evidenze tecniche su endpoint, parametri, comportamento osservato
- Remediation plan operativo con quick win e fix strutturali
- Executive summary per decision maker, procurement e audit
- Re-test opzionale con stato dei finding dopo correzione
Risultati pratici che dovresti vedere
- Riduzione del rumore e dei falsi positivi
- Backlog di sicurezza più chiaro e prioritizzato
- Tempi di remediation più rapidi
- Migliore allineamento tra Dev, IT, DevOps e management
- Maggiore controllo del rischio su asset critici
- Documentazione spendibile in audit o richieste enterprise
Come riduciamo falsi positivi e rumore
Il problema numero uno delle scansioni veloci è il rumore. Un assessment serio deve fare il contrario: filtrare, validare e dare contesto.
- Validazione tecnica dei finding critici: ripetibilità, condizioni, coerenza del comportamento
- Contesto applicativo: endpoint pubblico o autenticato, ruolo richiesto, impatto su dati e funzioni
- Deduplicazione: raggruppiamo segnali simili per facilitare remediation
- Priorità orientata al rischio: focus su compromissione, data exposure, takeover, abuso API
- Evidenze utili: request/response, endpoint, screenshot o passaggi di verifica dove servono
Risultato: meno tempo perso dietro segnalazioni inutili, più tempo speso a chiudere i finding che contano davvero.
Severità e priorità: come decidere cosa viene prima
La priorità non dipende solo da un punteggio numerico. Per decidere bene cosa correggere prima bisogna valutare esposizione, sfruttabilità, impatto, probabilità e blast radius. Una vulnerabilità “media” su un endpoint admin pubblico può essere più urgente di un “alto” difficilmente raggiungibile.
| Fattore | Cosa valutiamo | Esempio |
|---|---|---|
| Esposizione | Internet-facing, autenticato, interno, dietro VPN | Endpoint admin pubblico aumenta urgenza |
| Sfruttabilità | Prerequisiti, ruolo richiesto, complessità dell’exploit | Exploit in una richiesta è più urgente |
| Impatto | Dati, account, pagamenti, continuità del servizio | IDOR su documenti clienti ha impatto alto |
| Probabilità | Quanto è comune e facile da trovare/sfruttare | Plugin WP noto e pubblicamente exploitato |
| Blast radius | Quanti utenti/sistemi coinvolge se sfruttato | API multi-tenant con permessi deboli |
| Livello | Significato operativo | Azione consigliata |
|---|---|---|
| Critico | Compromissione o esposizione dati plausibile e immediata | Mitigazione rapida, fix definitivo e verifica |
| Alto | Impatto significativo con sfruttamento realistico | Fix prioritario nel prossimo ciclo di rilascio |
| Medio | Serve condizione specifica o impatto più limitato | Pianificare remediation e hardening |
| Basso | Best practice o impatto ridotto | Gestire in manutenzione programmata |
| Info | Osservazioni utili su postura e inventario | Documentare e usare per miglioramento continuo |
Questo approccio aiuta il team a lavorare con un ordine chiaro e aiuta il management a capire perché una correzione viene trattata prima di un’altra.
Esempi di vulnerabilità comuni con impatto reale
Non servono scenari “da film”. Gli incidenti nascono spesso da errori comuni e ripetuti. Ecco esempi frequenti su siti, portali, e-commerce e API.
- IDOR / BOLA: cambiando un ID, un utente accede a dati o documenti di altri utenti
- Broken Access Control: funzioni admin raggiungibili con ruoli minori o controlli solo lato client
- Account takeover: brute force, reset password debole, sessioni non invalidate, MFA assente
- XSS persistente: furto sessione, azioni a nome utente, alterazione contenuti
- SQL Injection: lettura dati, bypass login, estrazione di informazioni sensibili
- File upload pericoloso: webshell, malware o esecuzione di file non previsti
- SSRF: accesso a risorse interne o metadata cloud tramite richieste server-side
- Misconfigurazioni cloud/IAM: bucket pubblici, policy troppo ampie, ruoli eccessivi
- Backup e file sensibili esposti: dump SQL, ZIP, log, .env, file temporanei
- Rate limiting assente: enumeration, brute force, abuso API, scraping aggressivo
- Error handling verboso: stack trace, versioni, path interni, leakage utile agli attaccanti
- Headers e cookie deboli: clickjacking, session hijacking, riduzione delle difese client-side
Queste vulnerabilità non sono solo “tecniche”. Hanno impatto su business, reputazione, assistenza clienti, compliance e tempi del team. Per questo la priorità va ragionata sul rischio reale.
Remediation: quick win e interventi strutturali
Il valore di un report si vede nella capacità di accelerare la correzione. Per questo è utile distinguere tra interventi rapidi e interventi strutturali.
Quick win (alto impatto, tempi rapidi)
- Patch di componenti e plugin critici
- Chiusura endpoint/servizi esposti non necessari
- Hardening login, pannelli admin e reset password
- Rate limit su endpoint sensibili e API critiche
- Configurazione di security headers e cookie policy
- Rimozione di backup, log e file temporanei esposti
Fix applicativi (server-side e logica)
- Controlli di autorizzazione lato server
- Validazione input e output encoding
- Gestione sessione e token (revoca, timeout, rotazione)
- Gestione errori e logging sicuro
- Protezione upload, parsing e workflow sensibili
Interventi strutturali (riduzione rischio nel tempo)
- Riduzione della superficie d’attacco
- Least privilege su IAM, ruoli e accessi
- Rotazione e gestione corretta dei segreti
- Miglioramento di logging, monitoraggio e alerting
- Baseline di hardening su server, cloud e CMS
- Processo di re-test e verifica post-remediation
Obiettivo pratico: abbassare subito il rischio sui punti più critici e migliorare progressivamente la resilienza complessiva del sistema.
Use case: dove il VAPT fa più differenza
E-commerce con pagamenti e account utenti
In un e-commerce la priorità è alta su aree admin, checkout, gestione ordini, coupon, autenticazione, API collegate, plugin e moduli di terze parti. Un problema di access control o un plugin vulnerabile può portare a danni economici e reputazionali immediati.
SaaS e portali multi-tenant
Qui il focus è spesso su autorizzazioni, isolamento dei tenant, BOLA/IDOR, escalation di privilegi e leakage tra account. Il rischio non è solo tecnico, ma anche contrattuale verso i clienti.
WordPress aziendali con molti plugin
In WordPress i problemi più frequenti sono plugin e temi non aggiornati, file di backup esposti, hardening admin debole, endpoint sensibili, misconfig di cache/CDN/WAF e integrazioni terze parti non controllate.
API per app mobile o integrazione partner
Le API richiedono controlli solidi su token, ruoli, rate limiting, BOLA/BFLA, CORS, data exposure e validazione dei payload. Anche una debolezza apparentemente “media” può diventare grave se sfruttabile in modo automatizzato.
Migrazione cloud e cambi infrastrutturali
Quando cambiano hosting, cloud o architettura, aumentano i rischi di misconfigurazione: IAM troppo permissivo, storage esposto, segreti gestiti male, servizi pubblicati inutilmente, logging insufficiente. Un assessment in questa fase riduce il rischio di errori costosi.
Cosa contiene il report (con demo PDF)
Il report non deve essere solo “bello”. Deve essere utile. Per questo è importante che sia strutturato in modo da servire sia chi decide, sia chi implementa la correzione.
Executive Summary (management, audit, procurement)
- Scope e asset analizzati
- Sintesi del rischio complessivo
- Top criticità e impatto sul business
- Ordine di priorità per remediation
- Stato del re-test, se incluso
Sezione tecnica (IT, Dev, DevOps, Security)
- Finding dettagliati con classificazione e contesto
- Evidenze tecniche (endpoint, parametri, comportamento)
- Condizioni di verifica/riproduzione dove utile
- Remediation plan pratico
- Raccomandazioni di hardening e miglioramento postura
Apri un esempio di report
Vuoi vedere come appare un report completo con executive summary e dettagli tecnici? Apri il PDF demo:
Se vuoi, puoi incorporare il PDF direttamente nella pagina:
Scansione gratuita: cosa ottieni e limiti
La scansione gratuita è un ottimo punto di partenza per capire se esistono esposizioni evidenti e per ottenere una prima fotografia del rischio.
- Avvio rapido: inserisci il dominio e avvii l’analisi
- Primi segnali di rischio: configurazioni deboli, esposizioni note, superfici comuni
- Priorità iniziali: capisci dove conviene approfondire per primo
Cosa può fare bene una scansione automatica: rilevare rapidamente header, misconfig evidenti, alcuni endpoint esposti, errori verbosi, segnali di componenti obsoleti. Cosa non sostituisce: contesto applicativo, logiche di business, ruoli, autorizzazioni complesse, chaining e impatto reale.
Nota: la scansione gratuita è un inizio. Per priorità serie, remediation strutturata e decisioni tecniche affidabili serve un Vulnerability Assessment completo e, quando opportuno, un Penetration Test.
Quando serve anche un Penetration Test
Il Penetration Test è particolarmente utile quando vuoi trasformare un finding in una prova tecnica controllata e capire l’impatto reale. Non sempre va fatto su tutto il perimetro, ma su aree ad alto rischio è spesso decisivo.
- Login, ruoli, autorizzazioni e aree riservate
- Pagamenti, ordini, documenti e dati sensibili
- API esposte a mobile app o partner
- Piattaforme multi-tenant e SaaS
- Go-live o migrazioni recenti
- Richieste enterprise, audit, procurement, assicurazioni cyber
Una strategia molto efficace è: scansione gratuita, poi Vulnerability Assessment completo, infine Penetration Test mirato sui punti a maggiore impatto.
Checklist di preparazione
Per ottenere risultati migliori e ridurre tempi morti, è utile preparare queste informazioni (se disponibili). Se non le hai, si può comunque partire in Black Box.
- Lista di domini, sottodomini e ambienti (prod, staging, pre-prod)
- Elenco API o documentazione base, se presente
- Credenziali di test e ruoli (per Grey Box), se previsti
- Vincoli orari e limiti di carico
- Contatto tecnico per chiarimenti e validazioni rapide
- Informazioni su stack (CMS, framework, cloud, WAF, CDN)
- Eventuali allowlist IP o regole da coordinare
- Sistemi fragili o esclusioni esplicite
Una preparazione minima fatta bene migliora copertura, qualità del report e velocità della remediation.
Tempi e costi: da cosa dipendono
I tempi e i costi di un Vulnerability Assessment / Penetration Test dipendono soprattutto dallo scope e dalla complessità reale, non solo dal numero di pagine del sito.
| Fattore | Impatto su tempi/costi | Esempio pratico |
|---|---|---|
| Numero di asset | Aumenta discovery, analisi e reporting | Più domini, API, ambienti, pannelli |
| Profondità del test | Aumenta validazione e attività manuale | Grey Box e White Box più approfonditi |
| Funzioni critiche | Richiedono più attenzione e verifica | Pagamenti, upload, area admin, ruoli |
| Complessità applicativa | Aumenta effort di comprensione e test | SaaS, multi-tenant, workflow complessi |
| Cloud / infra | Amplia la superficie e la posture review | IAM, storage, servizi esposti, CI/CD |
| Re-test | Aggiunge ciclo di verifica post-fix | Conferma chiusura finding corretti |
Il modo più rapido per spendere bene il budget è definire uno scope chiaro e una priorità iniziale sugli asset più esposti e più critici.
FAQ: Vulnerability Assessment e Penetration Test (VAPT)
Il Vulnerability Assessment elimina le vulnerabilità?
No. Le identifica, le classifica e fornisce un remediation plan. Su richiesta si può supportare anche la remediation e il re-test.
Qual è la differenza tra scansione automatica e VAPT?
La scansione automatica è una prima fotografia. Il VAPT aggiunge contesto, validazione, priorità reali, evidenze e un piano di azione più utile.
È adatto a WordPress?
Sì. WordPress è uno dei contesti in cui plugin, temi, hardening admin, file esposti e misconfigurazioni possono generare rischi concreti. Un assessment ben fatto aiuta a ridurli rapidamente.
Serve sempre anche un Penetration Test?
Non sempre. È consigliato quando hai login, ruoli, dati sensibili, pagamenti, API o scenari ad alto impatto e vuoi verificare la sfruttabilità reale in modo controllato.
Quanto spesso va fatto?
Dopo release importanti, migrazioni, nuove integrazioni, nuovi plugin/moduli e periodicamente sugli asset critici, soprattutto se cambiano spesso.
C’è rischio di impattare la produzione durante i test?
Il rischio si riduce con scope chiaro, regole d’ingaggio, finestre orarie, limiti di carico e validazione controllata. Eventuali sistemi fragili vengono gestiti nello scoping.
Fate re-test dopo la correzione?
Sì, il re-test è opzionale e serve a confermare tecnicamente la chiusura dei finding, evitando false sicurezze.
Il report è utile anche per management o audit?
Sì. Un buon report include sia sezione tecnica, sia executive summary con priorità, impatto e ordine di intervento.
La scansione gratuita basta per audit o clienti enterprise?
In genere no. È utile come primo step, ma per decisioni serie e documentazione strutturata serve un assessment completo, spesso con validazione mirata.
Richiedi un Vulnerability Assessment completo
Vuoi un report completo con evidenze, priorità reali e remediation plan, senza rumore inutile? Contattaci e definiamo lo scope ideale per il tuo caso, con focus sugli asset più critici per il business.
Se preferisci partire subito, usa la scansione gratuita per ottenere una prima fotografia del rischio e poi valutare un Vulnerability Assessment o un VAPT mirato.